IL GRUPPO di Bruno Briata

(iscritto all'Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Milano numero 28918)

Il mancato affiatamento del gruppo all'interno dello studio viene immediatamente percepito dai pazienti perché quando sono dal dentista si muovono in un ambito che non è il loro, la conoscenza di quello che devono affrontare è ridotta e comunque non sufficientemente specializzata. E poi c’è il timore abbinato alla figuradel dentista.  Abbinato al fatto che Milano è una città difficile. Qui i tempi sono determinanti: siamo tutti chiamati a sottostare a ritmi in cui difficilmente ci si può concedere il lusso di un ritardo o di un imprevisto. In città la fiducia te la devi meritare più che in un centro piccolo.

Ci sono diverse tipologie di pazienti: alcuni sono molto competenti, altri meno, altri ritengono di esserlo. A prescindere dal livello di competenza e conoscenza, i pazienti sono estremamente attenti a quello che che accade intorno a loro quando entrano in studio. Senz'altro anche grazie all'attività di comunicazione, informazione e prevenzione che ci sforziamo di fare nel nostro studio, la soglia di attenzione per esempio sulla sterilità è altissima. Ci sono, però, precauzioni, attenzioni e lavori che vengono portati avanti senza che il paziente se ne renda conto.

Delle eventuali tensioni tra i membri dello staff invece i pazienti se ne accorgono sempre e proprio su questo punto tutti i membri sono superaddestrati. I problemi al massimo possono esserci quando la tua presenza è richiesta da un’altra squadra e a qual punto stabilire le priorità e stravolgere il piano di lavori costa fatica e impegno non indifferenti, abbinati a una buona dose di flessibilità. Da questo punto di vista possiamo vantare tutti i pregi della nostra struttura, che è polispecialistica.

Una peculiarità dello studio è il rigore nel rispetto dei tempi: non ci si può permettere di far attendere un paziente mezz'ora in sala d'aspetto. Nei limiti del possibile da noi si cerca di ridurre i tempi d'attesa, 5 minuti al massimo. Una persona che viene in studio e si è già fatta 30/40 minuti di metropolitana e ne deve fare altrettanti per tornare sul luogo di lavoro o a casa, non può aspettare. In genere spacchiamo il minuto. Anzi, spesso siamo in anticipo.

Se un caso è urgente (o percepito tale dal paziente) si risolve in giornata, facendo però presente fin da subito la possibilità di dover attendere più di quanto siano normalmente abituati, perché incastrare un paziente urgente in una tabella già fissata è sempre problematico. Ma solo in questi casi i 5 minuti possono dilatarsi: è una sorta di regola dello studio. I nostri pazienti ormai sono educati al fatto che se vogliono essere visitati in giornata basta una telefonata per una sorta di triage e l'ora fornita è indicativa. Dare spazio alle urgenze è un altro must dello studio: di fronte a una persone che lamenta mal di denti o a cui si rompe un impianto non si può dire “ci vediamo settimana prossima”, neanche se chiamasse di venerdì. Se chiama venerdì da noi viene venerdì costi quel che costi.

Rispettare i tempi significa avere a disposizione del personale qualificato e preparato, che agisce anche quando il paziente non lo vede. Faccio un esempio: a me sono "associate" due assistenti ogni giorno. Questo significa che mentre io intervengo, sempre coadiuvato da una delle due, l'altra si occupa di sbrigare pratiche di preparare la sala accanto, di introdurre il paziente e, creando empatia, di tranquillizzarlo quando necessario. Tutto questo magari i pazienti non lo vedono eppure fa parte di un servizio che funziona veramente. Non è pensabile che un dentista faccia anche solo un'otturazione da solo, senza assistenti.

Ma se l’assistente è con me non può preparare la strumentazione e tutto quello che serve per il paziente successivo. Questa è la ragione per quando lavoriamo abbiamo almeno due assistenti che li aiutano. E il paziente successivo viene fatto subito accomodare in un ambiente perfetto e mai lasciato solo, anche solo per attendere il dentista. C'è sempre qualcuno che se ne prende cura.

Oltre al dentista e alle assistenti c'è una terza figura fondamentale all'interno di uno studio che funzioni come si deve: l'igienista dentale. In ogni studio che si rispetti ce ne deve essere almeno una altrimenti significa che o lo studio non fa igiene o lo studio non lavora perché uno studio che ha 600/700 pazienti, deve avere 600/700 persone che fanno almeno una pulizia dentale all'anno, anche se sarebbero meglio due (per non contare i casi di impianto che ne necessitano come minimo tre perché gli impianti hanno più bisogno di igiene dei denti naturali, non certo di meno). 

Studio Leghissa Briata Demarosi
Studio Leghissa Briata Demarosi

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