Siamo abituati a collegare il dentista a qualcosa di necessariamente doloroso e non a qualcosa che ci può far stare meglio. Perché? 

«Storicamente siamo stati abituati a rivolgerci ai dentisti già in presenza del male o quando comunque il problema è entrato in una fase avanzata per la quale si richiede un intervento invasivo. Il punto è proprio questo: oggi ci si dovrebbe avvicinare al dentista con un approccio totalmente differente, teso a considerare lo studio odontoiatrico come uno spazio in cui si fa soprattutto prevenzione, l'atteggiamento migliore per non provare dolore.

 

È abbastanza evidente che un paziente che si presenta in studio già sofferente, difficilmente potrà essere guarito senza che provi alcun dolore: noi lavoriamo perché il paziente si rivolga al dentista prima che la situazione sia compromessa.

Da un punto di vista storica bisogna poi considerare che fino alle Seconda guerra mondiale non c'era l'anestesia: questo ha indubbiamente contribuito a crescere delle generazioni spaventate, abituate a collegare doloroso il dentista così come altre specializzazioni mediche. Va detto che secondo un report molto interessante l'anestesia è al primo posto nella classifica delle più importanti scoperte mediche, addirittura prima degli antibiotici. Il nostro obiettivo oggi è formare delle generazioni consapevoli dell'importanza di andare dal dentista con regolarità per la pulizia dei denti: in questo modo gli adulti di domani cresceranno certamente più sani e sperimenteranno meno il dolore che spaventa pazienti disabituati a questo approccio.

Studio Leghissa Briata Demarosi
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